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Dopo il successo del 2015, il Tanzania Party del 2016 è di nuovo all’eremo di Ronzano, sulle colline bolognesi. Si parte alla spicciolata, chi in auto, chi in treno e chi con il pulmino guidato dal fidato Corrado e ci si ritrova tutti, più o meno puntuali, all’eremo. Sistemate le cose per la notte e fatta una merenda veloce che consente di avere il tempo di fare le dovute presentazioni tra vecchi e nuovi volontari, iniziano i lavori.

Prende la parola Beppe che, soprattutto a beneficio delle nuove leve, fa una panoramica sull’attività di Carovana nel corso di questi anni: descrive le 5 missioni, gli sforzi fatti e le grandi soddisfazioni ottenute nonostante i comportamenti non sempre corretti delle persone con cui si ha a che fare, perché, dice Beppe, bisogna avere le spalle larghe, è importante sempre ricordare di “Non fare del bene se non sei in grado di sopportare l’ingratitudine”. Con grande trasparenza ed onestà, Beppe riassume il senso delle missioni e dell’attività dell’associazione con la frase “Andiamo per portare via e non diamo nulla” per sottolineare quanto è immensamente più grande il senso di gratitudine e di pienezza che una missione e le persone che si incontrano riescono a trasmettere, rispetto al poco che si riesce a dare. Allo stesso tempo, da Presidente, ricorda come sia necessario approcciarsi all’associazione con il giusto impegno e rispetto nei confronti del prossimo e degli altri Volontari che offrono il loro tempo, per poter lavorare bene, tutti insieme. Dopo questa prima introduzione, prendono la parola prima Luigi che illustra l’attività della missione Italia, e poi Tatiana, Samra, Barbara e Filippo che entrano più nel merito dell’esperienza diretta in missione, delle difficoltà più frequenti, delle necessità che sono emerse negli anni. Ci si confronta sui miglioramenti che si possono realizzare e ognuno ha modo di contribuire con la propria proposta.

E’ calata la sera e ci si prepara per la cena: una bella tavolata di oltre 20 persone. Ognuno ha portato qualcosa da aggiungere a quel che l’eremo offre, ed il pasto è più che loculliano. I meno assonnati si dedicano al film “Ricomincio da capo: Il giorno della marmotta” che dà l’occasione di riflettere su come la routine quotidiana blocchi le nostre vite, che invece assumono valore e diventano migliori nel momento in cui si decide di cambiare se stessi e di dedicarsi, sinceramente e disinteressatamente, al prossimo. La domenica inizia a suon di musica che “allieta” il risveglio, una bella colazione e una passeggiata nel centro di Bologna. Questi momenti liberi permettono a tutti di confrontarsi, di parlare, di raccontare le proprie esperienze di missione e non, e di conoscersi un po’ di più. Rientrati all’eremo, si svolge l’assemblea che occupa il resto della mattinata e che è dedicata ad una discussione collettiva per raccogliere le impressioni di tutti e capire ciò che va bene e dove, e come, invece, si può intervenire per cercare di migliorare, anno dopo anno.

Emerge complessivamente un grande impegno, non senza sacrifici e momenti di sconforto, un grande senso di appartenenza e di comprensione. Per molti dei volontari questo non è un periodo facile, per svariate motivazioni, ma tutti si sono impegnati ed hanno tenuto molto ad essere presenti qui a Ronzano, a partecipare a questo week end perché, semplicemente “quando stiamo tutti insieme, è bello, si sta bene e si torna sempre con qualcosa in più”. Ognuno ha la propria vita, con tutte le difficoltà che la caratterizzano, ma ciascuno sceglie di impegnarsi a fondo per coniugare tutte le incombenze e trovare il tempo da dedicare anche al volontariato. L’unione di questo gruppo è palpabile. Un volontario che si approccia all’associazione per la prima volta ha la sensazione di entrare a far parte di una grande famiglia, con tutte le dinamiche che si creano, ma sicuramente percepisce il grande affetto che lega ciascuno dei suoi componenti che non viene mai lasciato solo ma sempre supportato dagli altri. Dopo il pranzo della domenica è ora di rientrare a casa. L’entusiasmo e gli stimoli che questo week end è stato in grado di trasmettere sono tanti e saranno il motore per l’attività dei prossimi mesi, dedicati agli impegni tra le missioni, i pellegrinaggi, le polentate ed i corsi di cucina!

Questa relazione è stata scritta da Francesca una nuova volontaria

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