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Lo scopo della seguente relazione sul viaggio effettuato in Tanzania sarà  quello di raccontare gli avvenimenti principali della missione organizzata per l’inaugurazione del nuovo orfanotrofio “LA CASA DEGLI ANGELI”, attraverso la personale testimonianza della mia prima esperienza come volontaria per l’associazione  Onlus Carovana del Sorriso.  Ho avuto modo di conoscere tale associazione in seguito  a due pellegrinaggi a Mejugorie e partecipando ad alcuni eventi, fra i quali  conservo  il ricordo del funerale del Fratello Tanzaniano Amadeus.

La missione ha inizio lunedì 7 novembre 2016 all’ ‘aeroporto di Milano Linate con il ritrovo dei 5 volontari: Beppe presidente di Carovana del Sorriso, Maruska la responsabile delle adozioni a distanza in Tanzania , Corrado e Palmiro attivi volontari  ed io.

La mattina seguente abbiamo raggiunto  l’aeroporto Kilimangiaro.  Dopo aver risolto il recupero delle tante valige  di materiale per la missione da noi trasportate, siamo stati  accolti per pranzo  nel  più vicino collegio dell’ ordine  dei Fratelli del Buon Pastore, di cui frate Valerian è attualmente il direttore e nostro principale riferimento sul territorio per quanto riguarda la gestione delle adozioni a distanza degli attuali  bambini: Leonia , Anna , Enighenjia,  Riki, Liston , Cristina, Agaphite, Sabuni, Jaklin , Ally..

La meta precisa  della nostra missione è  stata invece  Hedaru, dove abbiamo ricevuto  ospitalità nella Parrocchia Cattolica di Don Bruno, vicinissimi all’ attuale casa dove vivono  i bambini seguiti dalla figura di Mama Stella: una giovane donna locale che si occupa della cura quotidiana dei bambini e delle varie  mansioni domestiche, come una vera mamma .

Non nascondo, che il primo impatto con questa realtà mi abbia molto impressionata, forse a causa della mia fragile emotività, portandomi a vivere un iniziale momento di difficoltà, superato con mio grande stupore grazie alla tenerezza e intraprendenza dei nostri piccoli orfani, che con la loro spontaneità hanno saputo coinvolgermi, aiutandomi a vivere con naturalezza tale straordinaria esperienza. La bellezza di questa conoscenza  ha trovato la massima espressione in  questo reciproco e inaspettato scambio.

Durante la nostra permanenza ad Hedaru abbiamo cercato di realizzare al meglio ciò  che era stato pianificato come programma della missione. Oltre  a organizzare l ‘inaugurazione prevista per la giornata del 14 novembre, Corrado e Palmiro hanno realizzato l ‘impianto elettrico nell’ oratorio  della diocesi e  fatto alcuni  interventi necessari su quello già in parte esistente nella Chiesa e nella casa parrocchiale, oltre a varie opere di manutenzione segnalate da Don Bruno.   Durante l’acquisto  del materiale occorrente ai nostri due volenterosi lavoratori, ci siamo potuti rapportare con la realtà locale,  rimasta ad un livello di artigianato primitivo,  in via di sviluppo, pur conservando un ritmo tradizionale africano, cioè molto tranquillo (polepole: pianopiano).

Maruska col mio aiuto ha organizzato alcune attività per i bambini della parrocchia  come una giocosa pesca dove tutti hanno potuto ricevere in dono divertendosi penne, colori ,quaderni,giochi ,magliette, graditi cappellini e tanti articoli sponsor offerti dai benefattori di Carovana. Ci siamo inoltre occupate di distribuire le scarpe e il vestiario dividendolo tra i vari bisognosi.  Don Bruno ha molto apprezzato  le divise della squadra di calcio che userà per  organizzare dei piccoli tornei coi vari bambini.

Con l’aiuto di Mama Stella abbiamo acquistato il materiale scolastico che mancava  ai nostri bambini   e approfittato per fare anche delle scorte alimentari; con stupore ho notato che a differenza di tutti gli atri generi alimentari il latte, indispensabile alla crescita dei bambini. è molto costoso .

Sono stati piacevoli e ricchi di folcklore i momenti dedicati ai vari  acquisti nei mercati locali, dove vengono venduti frutta, verdura, legumi, cereali, riso, animali, pesce, tessuti e vari utensili .

Babbe si è occupato  della  nuova  struttura “la Casa degli Angeli” valutando  sul luogo alcuni  accorgimenti  e possibili progetti di sviluppo per il futuro. Con molta cura e attenzione ha inoltre discusso e pianificato con i vari responsabili la  gestione dell’orfanotrofio.

Tutti noi siamo rimasti commossi e stupiti durante la prima ispezione dei lavori a Hedaru Ma bilioni.

La nuova struttura ci appare da subito  organizzata in modo tale da poter accogliere efficientemente i bambini: è dotata di ampie  camere, di servizi  igienici , di una cucina moderna e  un ampio soggiorno; se  ben gestita, offre la possibilità di ospitare altri orfani e l’ambiente ideale alla crescita  dignitosa di ciascuno di loro. Situata vicinissima al seminario dei Fratelli del Buon Pastore, la casa è circondata da terra coltivata e da una piccola fattoria.

La giornata dell ‘inaugurazione è stata  una grande soddisfazione per la Carovana del Sorriso: tanti sforzi e  l ‘impegno dell’associazione, anche di fronte alle difficoltà, hanno reso possibile il compimento del progetto iniziale.

Tale giornata si è aperta con la gioia di tutti i nostri bambini che  hanno aiutato a preparare le decorazioni per la festa,  il Vescovo ha poi presieduto la messa, successivamente ci siamo  tutti raccolti sulla tomba del fratello Amadeus, al quale è stata dedicata la Casa degli Angeli.

Il nostro presidente Bebbe ha con grande emozione tagliato il nastro d’ingresso  e  accompagnato il vescovo a visitare e benedire la casa,  seguito da tutti gli invitati alla felice occasione.

Successivamente  vi sono stati i  vari ringraziamenti, il discorso del vescovo e quello emotivamente molto toccante preparato da Bebbe.  Alla grande festa  hanno partecipato parte degli abitanti di Hedaru e i vicini Masai, tra canti  e balli si è pranzato in fraterna compagnia.

Noi volontari con i bambini e altri invitati abbiamo terminato la giornata  cenando insieme dentro la nuova casa, è stato questo  un momento molto intimo e  ci siamo sentiti una vera propria famiglia.

Un’altra tappa importante del viaggio è  stata la  giornata  di venerdì 11 novembre trascorsa  nella località di Gonjia  all’interno dell’ area Masai. Accompagnati da una suora dell’ordine delle Grace’s Sister abbiamo visitato  la scuola Masai, dove  i bambini iniziano il percorso scolastico e una maestra del luogo insegna la base per gli studi che proseguiranno poi nelle scuole dei villaggi vicini.

Lo sviluppo della struttura e la realizzazione di quella nuova che verrà inaugurata il prossimo anno è stata possibile attraverso  un’associazione Onlus della Corea  del Sud; inizialmente infatti mancava tutto persino il materiale scolastico di base e  la maestra  si arrangiava con pezzi di cartone e vari pigmenti vegetali come inchiostro.

Abbiamo poi approfondito  la conoscenza con il popolo Masai, visitando il caratteristico  villaggio e attraversando il loro mercato.

Prima del ritorno ci siamo recati  anche a scoprire un centro    gestito da alcune suore, dove vari volontari prestano servizio di assistenza medica a bambini disabili, i quali  in passato venivano addirittura eliminati, secondo primitive credenze africana .  In questa struttura hanno la possibilità di vivere e migliorare la loro condizione svolgendo anche alcune semplici attività di  laboratorio .

E’ molto interessante per noi volontari conoscere realtà umanitarie  diverse dalla nostra .

Facciamo infine rientro alla nostra quotidianità partendo da Kilimangiaro aereoporto nel pomeriggio del 17 novembre.  Siamo stanchi e soddisfatti del lavoro svolto, felici e arricchiti  dalle tante piacevoli esperienze vissute insieme.

Credo che ognuno di noi conservi con gioia e nostalgia un momento particolare , un paesaggio, un sapore o un colore, che questa straordinaria terra, col calore dei suoi abitanti, ha  saputo donarci.

Personalmente nel cuore mi porterò con affetto  l’immagine di uno dei nostri piccoli orfani che balla nel pollaio insieme alle galline con le scarpe lucide indossate per l ‘ inaugurazione della casa, mi guarda con un sorriso disarmante e mi comunica col suo sguardo innocente una gioia piena. Così felice sembra non essere mai stato! Si sta  divertendo ad una bellissima festa e presto andrà ad abitare in una  nuova casa.

Vi ringrazio e vi saluto  cari compagni di viaggio, sono felice dell’ ‘amicizia nata tra noi. Questa è stata  per me un esperienza di crescita importante  e  vi ringrazio di averne tutti contribuito.

 

 

Diana