Diario

LUGLIO 2019

Siamo Gaia, Francesca, Samuela e Viola, quattro ragazze del C.f.p.a. di Casargo che hanno avuto la splendida occasione di fare un’esperienza di circa dieci giorni in Tanzania. Più precisamente presso la Casa degli Angeli (un orfanotrofio vicino ad Hedaru, in provincia di Same, nella regione del Kilimangiaro). Con noi è venuta una ragazza, Jeannette, che ci ha fatto da guida. È stata veramente fantastica! Questo è il nostro diario, dove abbiamo scritto quasi tutto ciò che abbiamo avuto la fortuna di vedere e provare.

Lunedì 15.07.2019

Ci siamo ritrovate tutte in aeroporto a Malpensa alle 22:00 e, dopo 17 lunghe ore di viaggio, siamo arrivate in Tanzania.

Martedì 16.07.2019

Uscite dall’aeroporto del Kilimangiaro abbiamo trovato i brothers Valerian e Moses che ci hanno accolto tra sorrisi e risate, facendoci sentire sin da subito a nostro agio. Dopo aver scattato qualche foto ricordo siamo partite. A metà del nostro viaggio in jeep per raggiungere la Casa degli Angeli, abbiamo fatto una sosta in un piccolo bar molto caratteristico. La barista ci ha offerto della carne di maiale molto buona ma, prima di mangiare, un ragazzo ci ha lavato le mani con una brocca d’acqua ed una ciotola. Siamo poi tornate sul nostro fantastico mezzo di trasporto e finalmente, dopo un totale di 4 ore, siamo arrivate a destinazione. I bambini ci hanno sorpreso molto con il loro caloroso benvenuto: hanno addobbato la casa a festa per noi ed hanno preparato dei balli e dei canti che ci hanno fatto emozionare. Dato che erano già le 23:30, tutti noi siamo dovuti andare a dormire, anche se saremmo rimasti per ore a conoscerci meglio.

Mercoledì 17.07.2019

Ci siamo svegliate presto e abbiamo fatto la nostra prima colazione tanzaniana. Insieme a dei brothers e a Valerian, siamo andate sul monte Pare per far visita a sua mamma. Abbiamo proseguito la nostra gita in montagna verso una chiesa all’aperto, dove i nostri amici brothers dovevano celebrare la Messa. Con nostra grande sorpresa ci siamo ritrovate nel bel mezzo di una grandissima cerimonia, che si è rivelata l’istituzione di un nuovo prete. Ci siamo subito sentite partecipi, tanto che abbiamo mangiato, come loro, con le mani. Non ci saremmo mai aspettate di poter partecipare a una festa del genere. C’era moltissima allegria, con bambini ed adulti che ballavano, cantavano, pregavano ed offrivano doni al nuovo brother. Siamo state davvero fortunate perché una festa così non capita spesso. Il rientro è stato altrettanto bello perché i bambini ci aspettavano per giocare e fare i compiti. Questa serata è stata speciale: abbiamo preso confidenza con loro e si sono rivelati subito dei bambini e dei ragazzi d’oro. Fin da subito c’è stata una forte intesa, nonostante a volte ci sia stata difficoltà nel comunicare. E così si è concluso anche il nostro secondo giorno.

Giovedì 18.08.2019

La mattinata è iniziata con la super colazione preparata da Mamma Stella (la “mamma” che si prende cura di tutti i bambini della Casa degli Angeli). Successivamente siamo andate al mercato locale dove siamo rimaste affascinate dai colori, dai profumi e dalla semplicità ma pienezza del contesto. C’erano tutti i prodotti possibili: frutta, verdura, pesce, carne, bevande, spezie, vestiti e molto altro. Sia donne che uomini ci davano il benvenuto, invitandoci a provare la loro merce. Tutte noi abbiamo comprato un pareo tradizionale per avere sempre con noi una ricordo di queste fantastiche persone, anche in Italia. Una volta arrivate a casa, abbiamo preparato il materiale per la nostra prima cooking lesson, che ha riscontrato grande successo. Questa prevedeva la preparazione di crocchette di patate. Hanno partecipato 15 persone, tra cui adulti e ragazzi, che hanno completato la lezione con grande entusiasmo. Non ci aspettavamo un risultato così positivo e siamo state molto soddisfatte di ciò. Al termine della preparazione della nostra ricetta, abbiamo fatto assaggiare ad ognuno dei partecipanti le crocchette e le restanti sono state servite ai bambini e ragazzi per la cena. Dopo mangiato abbiamo assistito per la prima volta alla preghiera che i bambini fanno prima di svolgere i compiti scolastici, con il nostro aiuto. La sera, dopo che tutti si sono coricati, non abbiamo resistito alla tentazione di passare nelle camere per dare loro di nuovo la buona notte. Ci ha molto colpito trovare i ragazzi più grandi che alle 23:00 stavano lavando a mano le loro divise scolastiche. Ci hanno poi mostrato la loro palestra, composta da dei manubri speciali. Questi erano semplicemente due latte ripiene di cemento unite da una sbarra di ferro. Dopo esserci divertite e aver riso moltissimo, siamo andate a dormire nei nostri super lettoni.

Venerdì 19.08.2019

Siamo state a casa tutto il giorno ed abbiamo sfruttato il tempo a nostra disposizione per sistemare la camera, per pulire il pavimento, per sistemare il giardino e raccogliere i pochi rifiuti per terra. Dopo pranzo abbiamo giocato con un paio di bambini che tornano da scuola prima rispetto a tutti gli altri. Abbiamo poi svolto la nostra seconda cooking lesson durante la quale abbiamo preparato i biscotti di pasta frolla. È stata una lezione molto divertente per tutti: sia per noi che per i partecipanti. Abbiamo fatto diverse tipologie di biscotti, a partire da quelli con semplici forme di animali per arrivare a quelli ripieni di marmellata o cioccolato. Il risultato è stato più che ottimo e i biscotti sono piaciuti davvero a tutti. Dopo aver pulito il materiale utilizzato per la lezione di cucina, abbiamo giocato con i bambini e fatto un “giro turistico” nei dintorni. Dopo cena abbiamo aiutato i bambini ed i ragazzi a fare i compiti e abbiamo regalato loro alcuni dei tanti materiali scolastici che abbiamo portato in Tanzania apposta per loro, come temperini, quaderni, matite e gomme. La giornata è stata molto piacevole e si è conclusa con la riuscita della composizione di un puzzle.

Sabato 20.07.2019

Al nostro risveglio abbiamo avuto per la prima volta un caloroso abbraccio dai bambini. Infatti il Sabato e la Domenica non vanno a scuola. Dopo aver fatto colazione e giocato con loro, abbiamo svolto la nostra terza cooking lesson. Durante questa lezione abbiamo illustrato ai partecipanti come preparare l’impasto del pane e, una volta lasciato lievitare, abbiamo mostrato loro come preparare la tavola, come servire i piatti e come comporre i tovaglioli in modo particolare. La lezione è stata molto interessante ed è piaciuta a tutti, compresi i bambini che si sono divertiti un mondo a creare fiori, stelle e alberi con i tovaglioli. Durante il pranzo abbiamo conosciuto suor Rose (una sister) e due signore provenienti dalla Papua Nuova Guinea. Con queste signore siamo poi andate a visitare un villaggio Masai. Siamo partite in jeep e poi abbiamo proseguito a piedi per circa 20 minuti. Durante il cammino abbiamo incontrato due ragazzi Masai che ci hanno accompagnato fino al loro villaggio. Qui tutti ci hanno accolto con abbracci, canti, balli e sorrisi che hanno scatenato molte emozioni in noi. Non ci aspettavamo un così caloroso benvenuto. In loro compagnia abbiamo visitato la futura scuola per i bambini di diversi villaggi nei dintorni, che al momento è in costruzione. Ad ognuna di noi hanno donato una collana con una croce, come segno di benvenuto. È stato veramente bello scoprire alcune delle loro tradizioni, vedere i loro vestiti tipici e i loro tatuaggi (fin da piccoli vengono marchiati a fuoco come segno di bellezza e riconoscimento). Siamo poi tornate a casa dove, dopo essere state con i bambini per un po’, siamo andate a dormire.

Domenica 21.07.2019

La Domenica è un giorno di festa, quindi la mattina ci siamo messe i parei e, insieme ai bambini, siamo andate a Messa. A pranzo abbiamo voluto cucinare piatti esclusivamente italiani: bruschette, spaghetti all’amatriciana e salame al cioccolato bianco e fondente. A questo “evento” abbiamo invitato i brothers, i partecipanti delle nostre cooking lessons e, ovviamente, i nostri fantastici bambini e ragazzi. Il pranzo è piaciuto molto e, nel pomeriggio, ci siamo divertiti giocando, cantando e soprattutto ballando. Abbiamo ballato tantissimi tipi di canzoni: da quelle africane a quelle spagnole, dai balli di gruppo alla bachata, per arrivare perfino all’hardcore, su cui i bambini si sono letteralmente scatenati. È stato un giorno veramente speciale e ci siamo divertite tantissimo.

Lunedì 22.07.2019

Alla mattina abbiamo accompagnato i bambini più piccoli alla primary school, dove il preside ci ha accolto e fatto visitare le sette classi che la compongono. Per arrivare a scuola abbiamo camminato per circa mezz’ora tra piccoli villaggi e piante di granturco, sempre accompagnati da un paesaggio mozzafiato. Dopo il pranzo abbiamo lavato i nostri vestiti da lasciare ai bambini, abbiamo piantato le bottiglie di plastica attorno alle aiuole e abbiamo giocato, ovviamente. A malincuore abbiamo poi iniziato a sistemare la camera e a preparare le valigie.

Martedì 23.07.2019

Alle 10:00 abbiamo fatto la nostra ultima cooking lesson, che prevedeva la preparazione dei pancake con il cioccolato fondente come salsa di accompagnamento. Mentre li preparavamo, una quindicina di compagni di scuola dei nostri bambini, ci hanno accerchiato incuriositi da quello che stavamo facendo. Ci siamo così presentate e abbiamo offerto loro i dolci appena preparati. Sono piaciuti moltissimo e siamo state davvero contente di averli resi felici. Dopo pranzo siamo andate in jeep alla secondary school, dove abbiamo assistito a una partita di calcio con un tifo davvero particolare. Attorno al campo c’erano una cinquantina di ragazze che correvano urlando, battendo le mani e cantando dei cori. È stato molto interessante e divertente assistere a questa scena. Abbiamo poi visto le classi, scortate dai nostri ragazzi e dai loro compagni di scuola. Abbiamo giocato con il gessetto delle lavagne colorandoci a vicenda, tutti insieme. Una volta salutati tutti, siamo ripartite per tornare a casa ma questa volta non eravamo sole. Abbiamo infatti dato un passaggio ai nostri ragazzi, della Casa degli Angeli, evitando loro un’ora di camminata sotto il sole. Per la nostra ultima cena in Tanzania, Mamma Stella ci ha preparato i nostri piatti preferiti: le patate, il riso, la frittata con patate e cipolle, i fagioli e il mango. Mamma Stella è davvero una cuoca insuperabile! Dopo cena abbiamo giocato e ballato con i nostri super bambini e ragazzi, cercando di dimenticare che questa era la nostra ultima sera con loro.

Mercoledì 24.07.2019

Ci siamo svegliate alle 5:00 per poter vedere un’ultima volta i bambini. Ci siamo stupite quando abbiamo visto che, prima di lavarsi, fare colazione ed andare a scuola, tutti i bambini e i ragazzi hanno pulito la casa. C’era chi lavava i bagni, chi sistemava il salone, chi aiutava Mamma Stella in cucina. Per loro darsi una mano è fondamentale: l’unione fa la forza! Li abbiamo salutati e poi siamo partite in jeep per raggiungere l’aeroporto. Durante il tragitto ci siamo fermati un paio di volte per comprare dei souvenir e per pranzare. Una volta arrivate all’aeroporto del Kilimangiaro, abbiamo salutato a malincuore Valerian e Moses, sperando di rivedere molto presto loro, i bambini, tutte le persone che abbiamo conosciuto e questa magnifica terra.
“Ho provato il Mal d’Africa più volte nella mia vita, ma mai forte come poco prima di partire dalla Tanzania. Si, perché il Mal d’Africa ti prende non dopo che sei tornato, ma quando ancora sei là, quando guardando l’orizzonte pensi che tra poco dovrai lasciare quella terra ed allora ti sale un nodo in gola strettissimo, una forte malinconia, come se si stesse per dire addio alla propria casa. Credo che il Mal d’Africa sia perché si sta per spezzare un legame molto forte, un legame che si crea inconsapevolmente tra il nostro io più profondo e la terra selvaggia, un legame che ci ricorda quello che eravamo prima di crearci intorno un mondo non nostro, fatto di palazzi e cemento. Per me il Mal d’Africa è creato da questo, da un inconscio desiderio di continuare a rimanere legato ad una terra che ancora oggi si affronta a piedi nudi. Dal Mal d’Africa non si guarisce mai. Può attenuarsi forse, ma una volta che ci si è ammalati si ha la consapevolezza che non si potrà mai più fare a meno di desiderare, prima o poi, di tornare là”. Cit.

 

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