image

cena di natale

nov 07

1394323_10205232158514400_1595083238968330366_n

    • Tags:

    image (4) 1782077_10205040413840903_2642899714248884884_n

    Missione Tanzania – Ottobre 14

    Missione breve ma molto intensa per varietà delle attività, per intensità lavorativa e per umanità.

    L’attività predominante è la chirurgia estrattiva. Meno frequentemente è stato possibile utilizzare tecniche di conservativa.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Simone

    “Siate persone che fanno accadere le cose” è iniziata con queste parole la nostra missione. Don Giuseppe ci aspettava a Lecco in chiesa, aveva preparato una musica molto avvolgente di sottofondo e attendeva il nostro arrivo per la benedizione e per il suo augurio ad affidarci a Dio. Ci ha invitati ad essere dono e testimonianza di carità esplicitando il significato cristiano del nostro mandato… Eravamo tutti emozionatissimi! Con le lacrime agli occhi solo in quel momento ho realizzato che stavamo per partire! Poi, prima di salutarci ci ha consegnato due simboli da portare con noi: un vangelo e una candela. Ci ha regalato un momento davvero speciale!

     

    Fin da subito si è creato un  buon clima di gruppo che nei giorni successivi si è trasformato in condivisione aperta e unione profonda. Credo sia una delle cose che mi ha arricchito di più come persona e che mi ha permesso di accogliere ed abbracciare la realtà della missione. Ognuno di noi si è lasciato colorare un po’ dagli altri…pensieri, idee, dubbi, emozioni, riflessioni.

    Bro Valerian è stato per noi una guida accorta, un esempio di fede e di amore, ci ha accompagnato in tutti i nostri spostamenti e nel lavoro odontoiatrico. Mi hanno colpito tantissimo la passione, l’impegno e l’umiltà con cui ogni giorno porta avanti la sua missione di vita che è quella di dedicarsi  agli ultimi.

    L’esperienza più forte è stata forse l’incontro con la popolazione Masai: la maestra della scuola masai, per ringraziarci dei doni per i bambini, ci ha invitato a conoscere il suo villaggio e ad entrare nella sua casa! Una casa costruita a mano con mattoni di fango (si potevano vedere ancora i segni delle dita sulla terra secca), con un piccolo focolaio fatto di qualche pietra per cucinare ed un letto di mattoni. Sembra davvero impossibile riescano a vivere e a godere della vita in queste condizioni così estreme… Eppure sembrano sereni dei loro averi e della loro condizione. Mi sono chiesta cosa ci sia di ingiusto/ sbagliato in tutto questo e quanto invece sia la nostra cultura esagerata nella ricchezza della comodità. “Quali sono gli ingredienti della serenità e della felicità?”.

     

    Se chiudo gli occhi posso vedere  e sentire ancora immagini di donne dalla forza immensa che camminano nella savana con il proprio bambino legato sulla schiena e un sacco pesante sopra alla testa, gli abbracci dei bambini che ci correvano incontro, i loro sorrisi, quegli occhi cosi profondi, una natura immensa da lasciare senza fiato e da contemplare, distese infinite dove lo sguardo si perde, il passo leggero ed elegante dei Masai, la loro casa fatta di mattoni di fango, l’essenzialità estrema, la terra rossa e i suoi frutti, i sapori diversi e cibi nuovi, la luna piena che illumina a giorno con la sua luce, le canzoni cantate con i bambini di Hedaru, i momenti di preghiera e ringraziamento, i canti in chiesa di una musica dell’anima così vicina a Dio.

     

     

    Signore, proteggi i nostri dubbi, perché il Dubbio è una maniera di pregare. Esso ci fa crescere, perché ci obbliga a guardare senza paura le tante risposte a una stessa domanda. E affinché ciò sia possibile,

    Signore, proteggi le nostre decisioni, perché la Decisione è una maniera di pregare. Dacci il coraggio, dopo il dubbio, di essere capaci di scegliere tra un cammino e l’altro. Che il nostro sì sia sempre un sì, e il nostro no sia sempre un no. Fa’ che una volta scelto il cammino, non guardiamo giammai indietro, né lasciamo che la nostra anima sia rosa dal rimorso. E affinché ciò sia possibile,
    Signore, proteggi le nostre azioni, perché l’Azione è una maniera di pregare. Fa’ che il nostro pane quotidiano sia frutto del meglio di quanto abbiamo dentro di no. Che possiamo, attraverso il lavoro e l’azione, condividere un po’ dell’amore che riceviamo. E affinché ciò sia possibile,
    Signore, proteggi i nostri sogni, perché il Sogno, è una maniera di pregare. Fa’ che, indipendentemente dalla nostra età o dalla situazione, siamo capaci di mantenere accesa nel cuore la fiamma sacra della speranza e della perseveranza. E affinché ciò sia possibile,
    Signore, riempici sempre di entusiasmo, perché l’Entusiasmo è una maniera di pregare. È lui che ci unisce ai Cieli e alla Terra, agli uomini e ai bambini, e ci dice che il desiderio è importante, e merita il nostro impegno. È lui che ci dice che tutto è possibile, purchè ci impegniamo totalmente in ciò che facciamo. E affinché ciò sia possibile,
    Signore, proteggici, perché la Vita è l’unica maniera che abbiamo per manifestare il Tuo miracolo. Che la terra continui a trasformare la semente in grano, che noi continuiamo a tramutare il grano in pane. E questo è possibile solo se avremo Amore – dunque, non lasciarci mai in solitudine. Dacci sempre la Tua compagnia, e la compagnia di uomini e donne che hanno dubbi, agiscono e sognano, si entusiasmano e vivono come se ogni giorno fosse totalmente dedicato alla Tua gloria.
    Amen

    Paulo Coelho

     

    Con la preghiera di Paulo Coelho con cui abbiamo concluso il momento di condivisione finale di gruppo l’ultima sera a Same esce dal cuore un GRAZIE pieno di gioia! Asante Sana!

     

    Chiara

      • Tags:

      IL Consiglio Direttivo di carovana riunitosi a Rimini il 27 Settembre  ,ha accolto con gioia la disponibilita’ del giornalista Ambrogio Amati di collaborare con la nostra associazione , conferendogli l’incarico di Addetto Stampa . Allo stesso vanno gli auguri di Buon Lavoro. Qui sotto uno scorcio delle sue pubblicazioni preso dal suo  libro  La Madonna del Bosco e Papa Giovanni.

      image

      image

        • Tags:

         

        86806f63fe

         

         

         

         

         

         

        Perche’ non vai ad insegnare niente,al massimo vai a condividere.

        Un paese seppur scarico di luci e di colori,che appare comunque in

        piedi diritto,a volte sorridente.

        Con una serie di vestiti nuovi ,siamo partiti,convinti ,quasi troppo.

        La prima volta almeno per me,hai in testa tante cose,vuoi stupire.

        Ti aspetti che siano li ad aspettarti, a braccia aperte:non e’ cosi

        loro sono li e basta, sei tu che al massimo devi fargliele aprire.

        In punta di piedi entri in casa loro,facendo attenzione a pulirti
        bene i piedi,senza far rumore,saranno loro ad accorgersi di te.

        Imbarazzato dalla mia abbronzatura,loro neppure l’hanno vista.

        E’ inutile pensare che l’esperienza ,la tua, ti aiutera’,qui e’ cosa diversa.

        Ogni giorno e’una reazione ai tuoi occhi,emozioni, rabbia a volte.

        Cosi’ e stata la mia ,la nostra esperienza.

        Ho lasciato insieme alle mie conferenze,qualche cosa di me la,per
        Paolo la stessa cosa.

        Che ritrovero’,che ritroveremo.

          • Tags:

          Partenza per la Tanzania !!!

          set 29

          image

          Dal 6 al 13 ottobre p.v. una missione composta da Aldo Corti, Luca Fumagalli ,Beppe Mambretti,Simone Panzeri e Chiara Scapin ; raggiungerà la diocesi di Same e presterà servizio al dispensario di Mabilloni e presso l’ambulatorio Regina della Pace  situato all’interno della diocesi .Sara’ l’occasione di visitare i bimbi di Hedaru e pianificare la fine dei lavori della loro casa fortemente voluta da carovana e dal cuore dei suoi benefattori e far  vista anche a Mons.Kymario Vescovo della diocesi stessa.

            • Tags:

             

            10354095_10203958154288222_6677927909324148631_nEMOZIONI TANZANIANE – Agosto 2014

            Quando mi si è presentata l’occasione di partire per questa missione in Tanzania devo dire che non ho avuto alcun dubbio nell’accettare all’istante. Un po’ perchè intrigata dai racconti di amici che avevano fatto esperienze simili, un po’ per dimostrare a me stessa di poter affrontare un tale viaggio e gestire certe situazioni, un po’ perchè, da studentessa di medicina, poteva essere un modo per conoscere ed avvicinarmi alla gioia di poter anche solo lontanamente far stare meglio qualcuno, e infine un po’ anche perchè la mia natura curiosa mi spingeva a scoprire un mondo così diverso dal mio.
            Sarò sincera, avevo anche una paura tremenda perchè non sapevo se sarei stata all’altezza della situazione, però una volta arrivata a Same, è bastato fare due chiacchiere con i preti responsabili della missione, ed è stato tutto chiaro: sapere che decine e decine di persone già ci aspettavano, sapevano del nostro arrivo e cominciavano ad organizzarsi per spostarsi di villaggio in villaggio per poterci incontrare, per ricevere il nostro aiuto, mi ha realmente fatto capire quanto potevamo dare e fare per loro, e ancora non sapevo quanto loro potevano dare a me. Così ci siamo messi al lavoro e abbiamo dato il massimo, ho imparato tanto, ho conosciuto un angolo di Africa, la sua cultura, la sua gente, i suoi colori.
            Ogni giorno una nuova parrocchia ci attendeva in uno sperduto villaggio e così i suoi abitanti e i gentilissimi parroci, con le loro maniere delicate, l’aria stanca, ma felice, il sorriso mai ad abbandonarli.
            Ogni giorno nuovi visi di uomini, donne, anziani e bambini ci accoglievano, chi con più gioia di altri (mi riferisco ad alcuni bambini teneramente terrorizzati), ma tutti indistintamente forti, coraggiosi e infinitamente riconoscenti.
            Ho avuto modo di conoscere la fede quella vera, la passione nell’occuparsi del prossimo incarnata in padre Valerian, colui che per tutta la missione ci ha guidato e sostenuto, l’ho vista nei canti e nelle preghiere in lingua swahili della messa della domenica al villaggio di Same, l’ho percepita nei momenti di raccolta tutti assieme alla diocesi, mi ha colpito nel silenzio della nostra camera dopo una lunga giornata di lavoro.
            Vorrei ringraziare per ogni singolo minuto in piedi, al caldo, al freddo, sotto la pioggia, ogni ruota bucata, ogni sveglia troppo presto, ogni kilometro di strada sterrata, ogni mano stretta, ogni parola rivoltami che, i primi giorni per lo meno, non aveva nessun senso, ma che veniva detta col cuore, col sorriso sulle labbra e negli occhi, perchè ora so: so quanto ancora può essere fatto, e non vedo l’ora di ripartire per cominciare a farlo.

            Asante sana.

            Giulia Scandolo

            941238_673495889424283_5205648079528685027_n10628113_10204134579338738_7033214192335854195_n

              • Tags:

              Missione in Tanzania dal 24 dicembre 2013 – 13 gennaio 2014
              A volte basta un indirizzo mail sbagliato per lasciare un buco nella nostra storia Missionaria … ma tutto si recupera . ecco la missione di Glauco e Daniela.
              Vorremmo ringraziare tutte le persone della Carovana del Sorriso che hanno reso possibile il nostro viaggio in Tanzania (Beppe, Alberto, Aldo, Marilisa e tutte le persone che con il loro contributo sono fondamentali per portare avanti le missioni della Carovana). Anche se non siamo dentisti-odontotecnici la Carovana del Sorriso ci ha accolti a braccia aperte. In missione la diversità di competenze è diventata una ricchezza e con Tatiana (dentista italiana che abbiamo conosciuto laggiù) abbiamo sperimentato l’accoglienza e la gratitudine della gente che veniva a curarsi all’ambulatorio “Regina della Pace” e nei villaggi che abbiamo visitato con l’unità mobile.
              Inoltre un grazie speciale (“asante sana”) va a br. Valerian che ci ha accompagnato per tutto il viaggio e ci ha insegnato la pazienza e il “Tanzanian Style” (pole pole) che abbiamo cercato di riportare anche a casa.
              Le parole non bastano a descrivere la forza e l’immensità della gente e di quei luoghi… ma le immagini forse si…
              ASANTE – GRAZIE
              Daniela e Glauco

               

                • Tags:

                image

                                         Il cuore di Don Giuseppe ha dato loro un tetto , quello dei nostri benefattori un letto con tanto di lenzuola preparate dalla nostra superLella gli amici della Ronda della Carità’ e della Solidarietà una coperta. Che questa casa sia per i ragazzi di Rivalsa un punto di partenza per un futuro migliore.             

                image
                image

                  • Tags:

                  Vudeejuu 10473446_10204719870185675_3145933945868653021_n

                   

                   

                   

                   … senza dilungarmi in convenevoli e sviolinate sterili ed asfittiche debbo dire che da parte del       direttivo della carovana ho ricevuto da più persone ed in più occasioni sia in Italia che durante la missione una vera e reale compartecipazione ed assistenza sia morale che materiale.

                  Siete stati tutti molto cordiali,educati e partecipativi sia con me che con le mie due ragazze.Grazie!!

                  Arrivati giù in Tanzania Padre Valerian si è rivelato un vero e proprio “GURU”di organizzazione ed un fratello vero per noi tutti come solo l’indole africana può avere .Noi europei sia ormai troppo contaminati.Ringrazio anche  per l’ospitalità ricevuta in primis presso l arcidiocesi ed in secundis presso tutte le parrocchie visitate.Valerian è l’asso nella manica che Carovana può sfoggiare senza mai temere nulla di critiche o mancanze di ogni sorta.

                  Mi è stato d’aiuto in ogni circostanza, è sempre stato con noi, e ci ha aiutato in tutte le nostre cose.E’ inoltre grande conoscitore dei posti , dei luoghi e delle persone che abbiamo incontrato

                  lungo il nostro cammino.E’ ormai avviato sulla strada per essere anche un buon collega tanti pazienti, diagnosi , prognosi , carie ed estrazioni ha visto!!

                  In ultimo permettetemi una riflessione:

                  anche quest’anno, come le altre volte, non mi dimentico di loro,dei nostri amici africani.

                  Gente semplice, povera ma con una grande dignità ed onore.Sempre impegnati nella lotta quotidiana

                  per la vita ma sempre col sorriso sulle labbra

                  Ogni volta che torno mi sorprendo sempre di loro, di come affrontano la vita

                  Penso che come aridità umana e morale il terzo mondo siamo noi e che siamo su una brutta china sopratutto per l ‘incapacità di trasmettere dei valori al ns prossimo ed ai ns figli.Io per primo.

                  Il ricordo della mia missione è la foto di questo bimbo  nella parrocchia di Vudeejuu.Non so il suo nome.So solo che ha aspettato in fila con sua madre 2 ore  prima che li potessi visitare,poi quando è arrivato il loro turno la mamma gli ha dettio “stai lì e non muoverti” E lui ha obbedito. Fermo per mezz’ora finchè non ho finito con sua madre. Poi è arrivato il suo turno e non si è mai lamentato, come tutti gli altri, di quello che gli facevo.Perchè allora l’ho notato?

                  Molto semplice: l’ho notato perchè era ubbediente ed educato,perchè aveva delle regole  e del rispetto per la sua mamma nonostante fosse piccolo.

                  Nella corriera che da Arusha ci ha portato a Dar solo all’arrivo, dopo 11 ore, mi sono accorto che c’erano 4 bimbi con noi tra I 0 e 6 anni

                  I bimbi africani non si lamentano mai

                  Abbiamo molto da imparare da loro.Sia noi che I ns figli ; che abbiamo viziato all’inverosimile!

                  sempre ad urlare ed a piangere per delle cretinate e noi  ad assecondarli nei loro capricci purchè non rompano le scatole!!

                  Filippo Basaglia

                  10698438_10203968996001934_5698556010611354117_n

                    • Tags:

                    10600432_10204475795119080_8360596945874635297_n

                    Nicola ,Samra e Yanet

                    Primo giorno sabato  23/08/14 alle ore 7 ci ritroviamo tutti all aereoporto, con la graditissima presenza del nostro presidente Beppe Mambretti, siamo finalmente pronti ad intraprendere questa entusiasmante esperienza.

                    Non a caso la chiamo esperienza e non missione poiche si rivelera giorno dopo giorno come un nuovo inizio,una crescita ,un arricchirsi il cuore.

                    Imbarcati dopo 1h e

                    Secondo giorno sveglia alle ore 8 e partenza verso il poliambulatorio di Scheia dove abbiamo continuato a preparare la parte strumentale e medicale sia di pertinenza odontoiatrica che medica.

                    Alla sera con grande piacere abbiamo accettato il cortese invito di Elena e Marian al loro matrimonio, lei ragazza adorabile da sempre vicina alla comunita di suor Elisabetta ed ogni anno ha sempre aiutato noi missionari come interprete.

                    Serata ed esperienza memorabile,tra canti , balli , sorrisi e tanto buon cibo.

                    L’indomani e’ finalmente arrivato il primo giorno effettivo di lavoro,non vi nascondo la mia particolare emozione, i pazienti erano provenienti da Butea , Scheia e da due paesi limitrofi. Cosi giorno per giorno sempre piu persone giungevano presso gli ambulatori e prestare la nostra opera credo di non sbagliare a parlaare a nome di tutti, e’ stato davvero gratificante ed ha arrichito piu noi che coloro i quali sono stati assistiti.

                    Le giornate piene di impegni si concludevano sempre con cene in compagni degli angeli dell’orfanotrofio , le care sorelle e la carissima suor Elisabetta.

                    La quale con le sue parole , i suoi racconti di vita ci lasciava sempre a bocca aperta, e’ una persona davvero unica. Mi ricordo che disse io chiesi a Dio ti stare solo con i piu’ poveri…e cosi che ogni giorno aiuta decine , centinaia di persone.

                    Giovedi 28 abbiamo lavorato tutta la mattina, seguita nel pomeriggio da una visita al monastero ortodosso di Butea e successivamente a Iasi alle cattedrali sia ortodossa che cattolica.

                    Dopo siamo stati invitati da Eugenia, assistente sociale che da anni collabora con suor Elisabetta ed il marito Giuseppe al lago,un posto incantevole in periferia si Iasi. Abbiamo mangiato e goduto della loro compagnia subito dopo prima di rientrare a Butea siamo andati a far visita ad Anna un ammalata che e costretta a letto in seguito ad un grave incidente. Le abbiamo medicato le piaghe e portato il nostro umile aiuto.

                    L’indomani ,ultimo giorno, davvero intenso speravamo non finisse mai.…lasciare tutto cio’ , tutta la realta’ che ci circondava piu’ passava il tempo piu’ risultava difficile. Al termine della giornata abbiamo partecipato alla messa e rientrati all’orfanotrofio era stato organizzato per noi un momento di saluti con tutti i ragazzi che ci hanno intrattenuto con canti e balli. Ma bastavano i loro sorrisi, mai nessuna fatica fu meglio ripagata. Grazie per questa indimenticabile, prima per me, grande esperienza…Grazie a suor Elisabetta , grazie alle preziosissime sorelle e grazie a tutti i ragazzi e bambini che sono stati con noi.

                    Perche la verita e’ che loro erano li per noi non noi li per loro…a buon intenditore poche parole.

                    30 di volo siamo cosi giunti  all aereoporto di Bacau, dove ad attenderci c’era il caro Mihai, con il quale abbiamo raggiunto suor Elisabetta per un doveroso saluto, che si trovava nella cattedrale cattolica di Bacau in occasione della festa della famiglia.

                    In tarda mattinata siamo arrivati a Butea dove siamo stati accolti da tutti, suore e bambini a braccia aperte. Dopo aver pranzato ci siamo recati al poliambulatorio di Scheia per scaricare il materiale medico e riordinare .

                    SAMRA

                     

                      • Tags: