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Perche’ non vai ad insegnare niente,al massimo vai a condividere.

Un paese seppur scarico di luci e di colori,che appare comunque in

piedi diritto,a volte sorridente.

Con una serie di vestiti nuovi ,siamo partiti,convinti ,quasi troppo.

La prima volta almeno per me,hai in testa tante cose,vuoi stupire.

Ti aspetti che siano li ad aspettarti, a braccia aperte:non e’ cosi

loro sono li e basta, sei tu che al massimo devi fargliele aprire.

In punta di piedi entri in casa loro,facendo attenzione a pulirti
bene i piedi,senza far rumore,saranno loro ad accorgersi di te.

Imbarazzato dalla mia abbronzatura,loro neppure l’hanno vista.

E’ inutile pensare che l’esperienza ,la tua, ti aiutera’,qui e’ cosa diversa.

Ogni giorno e’una reazione ai tuoi occhi,emozioni, rabbia a volte.

Cosi’ e stata la mia ,la nostra esperienza.

Ho lasciato insieme alle mie conferenze,qualche cosa di me la,per
Paolo la stessa cosa.

Che ritrovero’,che ritroveremo.

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    Partenza per la Tanzania !!!

    set 29

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    Dal 6 al 13 ottobre p.v. una missione composta da Aldo Corti, Luca Fumagalli ,Beppe Mambretti,Simone Panzeri e Chiara Scapin ; raggiungerà la diocesi di Same e presterà servizio al dispensario di Mabilloni e presso l’ambulatorio Regina della Pace  situato all’interno della diocesi .Sara’ l’occasione di visitare i bimbi di Hedaru e pianificare la fine dei lavori della loro casa fortemente voluta da carovana e dal cuore dei suoi benefattori e far  vista anche a Mons.Kymario Vescovo della diocesi stessa.

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      10354095_10203958154288222_6677927909324148631_nEMOZIONI TANZANIANE – Agosto 2014

      Quando mi si è presentata l’occasione di partire per questa missione in Tanzania devo dire che non ho avuto alcun dubbio nell’accettare all’istante. Un po’ perchè intrigata dai racconti di amici che avevano fatto esperienze simili, un po’ per dimostrare a me stessa di poter affrontare un tale viaggio e gestire certe situazioni, un po’ perchè, da studentessa di medicina, poteva essere un modo per conoscere ed avvicinarmi alla gioia di poter anche solo lontanamente far stare meglio qualcuno, e infine un po’ anche perchè la mia natura curiosa mi spingeva a scoprire un mondo così diverso dal mio.
      Sarò sincera, avevo anche una paura tremenda perchè non sapevo se sarei stata all’altezza della situazione, però una volta arrivata a Same, è bastato fare due chiacchiere con i preti responsabili della missione, ed è stato tutto chiaro: sapere che decine e decine di persone già ci aspettavano, sapevano del nostro arrivo e cominciavano ad organizzarsi per spostarsi di villaggio in villaggio per poterci incontrare, per ricevere il nostro aiuto, mi ha realmente fatto capire quanto potevamo dare e fare per loro, e ancora non sapevo quanto loro potevano dare a me. Così ci siamo messi al lavoro e abbiamo dato il massimo, ho imparato tanto, ho conosciuto un angolo di Africa, la sua cultura, la sua gente, i suoi colori.
      Ogni giorno una nuova parrocchia ci attendeva in uno sperduto villaggio e così i suoi abitanti e i gentilissimi parroci, con le loro maniere delicate, l’aria stanca, ma felice, il sorriso mai ad abbandonarli.
      Ogni giorno nuovi visi di uomini, donne, anziani e bambini ci accoglievano, chi con più gioia di altri (mi riferisco ad alcuni bambini teneramente terrorizzati), ma tutti indistintamente forti, coraggiosi e infinitamente riconoscenti.
      Ho avuto modo di conoscere la fede quella vera, la passione nell’occuparsi del prossimo incarnata in padre Valerian, colui che per tutta la missione ci ha guidato e sostenuto, l’ho vista nei canti e nelle preghiere in lingua swahili della messa della domenica al villaggio di Same, l’ho percepita nei momenti di raccolta tutti assieme alla diocesi, mi ha colpito nel silenzio della nostra camera dopo una lunga giornata di lavoro.
      Vorrei ringraziare per ogni singolo minuto in piedi, al caldo, al freddo, sotto la pioggia, ogni ruota bucata, ogni sveglia troppo presto, ogni kilometro di strada sterrata, ogni mano stretta, ogni parola rivoltami che, i primi giorni per lo meno, non aveva nessun senso, ma che veniva detta col cuore, col sorriso sulle labbra e negli occhi, perchè ora so: so quanto ancora può essere fatto, e non vedo l’ora di ripartire per cominciare a farlo.

      Asante sana.

      Giulia Scandolo

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        Missione in Tanzania dal 24 dicembre 2013 – 13 gennaio 2014
        A volte basta un indirizzo mail sbagliato per lasciare un buco nella nostra storia Missionaria … ma tutto si recupera . ecco la missione di Glauco e Daniela.
        Vorremmo ringraziare tutte le persone della Carovana del Sorriso che hanno reso possibile il nostro viaggio in Tanzania (Beppe, Alberto, Aldo, Marilisa e tutte le persone che con il loro contributo sono fondamentali per portare avanti le missioni della Carovana). Anche se non siamo dentisti-odontotecnici la Carovana del Sorriso ci ha accolti a braccia aperte. In missione la diversità di competenze è diventata una ricchezza e con Tatiana (dentista italiana che abbiamo conosciuto laggiù) abbiamo sperimentato l’accoglienza e la gratitudine della gente che veniva a curarsi all’ambulatorio “Regina della Pace” e nei villaggi che abbiamo visitato con l’unità mobile.
        Inoltre un grazie speciale (“asante sana”) va a br. Valerian che ci ha accompagnato per tutto il viaggio e ci ha insegnato la pazienza e il “Tanzanian Style” (pole pole) che abbiamo cercato di riportare anche a casa.
        Le parole non bastano a descrivere la forza e l’immensità della gente e di quei luoghi… ma le immagini forse si…
        ASANTE – GRAZIE
        Daniela e Glauco

         

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                                   Il cuore di Don Giuseppe ha dato loro un tetto , quello dei nostri benefattori un letto con tanto di lenzuola preparate dalla nostra superLella gli amici della Ronda della Carità’ e della Solidarietà una coperta. Che questa casa sia per i ragazzi di Rivalsa un punto di partenza per un futuro migliore.             

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             … senza dilungarmi in convenevoli e sviolinate sterili ed asfittiche debbo dire che da parte del       direttivo della carovana ho ricevuto da più persone ed in più occasioni sia in Italia che durante la missione una vera e reale compartecipazione ed assistenza sia morale che materiale.

            Siete stati tutti molto cordiali,educati e partecipativi sia con me che con le mie due ragazze.Grazie!!

            Arrivati giù in Tanzania Padre Valerian si è rivelato un vero e proprio “GURU”di organizzazione ed un fratello vero per noi tutti come solo l’indole africana può avere .Noi europei sia ormai troppo contaminati.Ringrazio anche  per l’ospitalità ricevuta in primis presso l arcidiocesi ed in secundis presso tutte le parrocchie visitate.Valerian è l’asso nella manica che Carovana può sfoggiare senza mai temere nulla di critiche o mancanze di ogni sorta.

            Mi è stato d’aiuto in ogni circostanza, è sempre stato con noi, e ci ha aiutato in tutte le nostre cose.E’ inoltre grande conoscitore dei posti , dei luoghi e delle persone che abbiamo incontrato

            lungo il nostro cammino.E’ ormai avviato sulla strada per essere anche un buon collega tanti pazienti, diagnosi , prognosi , carie ed estrazioni ha visto!!

            In ultimo permettetemi una riflessione:

            anche quest’anno, come le altre volte, non mi dimentico di loro,dei nostri amici africani.

            Gente semplice, povera ma con una grande dignità ed onore.Sempre impegnati nella lotta quotidiana

            per la vita ma sempre col sorriso sulle labbra

            Ogni volta che torno mi sorprendo sempre di loro, di come affrontano la vita

            Penso che come aridità umana e morale il terzo mondo siamo noi e che siamo su una brutta china sopratutto per l ‘incapacità di trasmettere dei valori al ns prossimo ed ai ns figli.Io per primo.

            Il ricordo della mia missione è la foto di questo bimbo  nella parrocchia di Vudeejuu.Non so il suo nome.So solo che ha aspettato in fila con sua madre 2 ore  prima che li potessi visitare,poi quando è arrivato il loro turno la mamma gli ha dettio “stai lì e non muoverti” E lui ha obbedito. Fermo per mezz’ora finchè non ho finito con sua madre. Poi è arrivato il suo turno e non si è mai lamentato, come tutti gli altri, di quello che gli facevo.Perchè allora l’ho notato?

            Molto semplice: l’ho notato perchè era ubbediente ed educato,perchè aveva delle regole  e del rispetto per la sua mamma nonostante fosse piccolo.

            Nella corriera che da Arusha ci ha portato a Dar solo all’arrivo, dopo 11 ore, mi sono accorto che c’erano 4 bimbi con noi tra I 0 e 6 anni

            I bimbi africani non si lamentano mai

            Abbiamo molto da imparare da loro.Sia noi che I ns figli ; che abbiamo viziato all’inverosimile!

            sempre ad urlare ed a piangere per delle cretinate e noi  ad assecondarli nei loro capricci purchè non rompano le scatole!!

            Filippo Basaglia

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              Nicola ,Samra e Yanet

              Primo giorno sabato  23/08/14 alle ore 7 ci ritroviamo tutti all aereoporto, con la graditissima presenza del nostro presidente Beppe Mambretti, siamo finalmente pronti ad intraprendere questa entusiasmante esperienza.

              Non a caso la chiamo esperienza e non missione poiche si rivelera giorno dopo giorno come un nuovo inizio,una crescita ,un arricchirsi il cuore.

              Imbarcati dopo 1h e

              Secondo giorno sveglia alle ore 8 e partenza verso il poliambulatorio di Scheia dove abbiamo continuato a preparare la parte strumentale e medicale sia di pertinenza odontoiatrica che medica.

              Alla sera con grande piacere abbiamo accettato il cortese invito di Elena e Marian al loro matrimonio, lei ragazza adorabile da sempre vicina alla comunita di suor Elisabetta ed ogni anno ha sempre aiutato noi missionari come interprete.

              Serata ed esperienza memorabile,tra canti , balli , sorrisi e tanto buon cibo.

              L’indomani e’ finalmente arrivato il primo giorno effettivo di lavoro,non vi nascondo la mia particolare emozione, i pazienti erano provenienti da Butea , Scheia e da due paesi limitrofi. Cosi giorno per giorno sempre piu persone giungevano presso gli ambulatori e prestare la nostra opera credo di non sbagliare a parlaare a nome di tutti, e’ stato davvero gratificante ed ha arrichito piu noi che coloro i quali sono stati assistiti.

              Le giornate piene di impegni si concludevano sempre con cene in compagni degli angeli dell’orfanotrofio , le care sorelle e la carissima suor Elisabetta.

              La quale con le sue parole , i suoi racconti di vita ci lasciava sempre a bocca aperta, e’ una persona davvero unica. Mi ricordo che disse io chiesi a Dio ti stare solo con i piu’ poveri…e cosi che ogni giorno aiuta decine , centinaia di persone.

              Giovedi 28 abbiamo lavorato tutta la mattina, seguita nel pomeriggio da una visita al monastero ortodosso di Butea e successivamente a Iasi alle cattedrali sia ortodossa che cattolica.

              Dopo siamo stati invitati da Eugenia, assistente sociale che da anni collabora con suor Elisabetta ed il marito Giuseppe al lago,un posto incantevole in periferia si Iasi. Abbiamo mangiato e goduto della loro compagnia subito dopo prima di rientrare a Butea siamo andati a far visita ad Anna un ammalata che e costretta a letto in seguito ad un grave incidente. Le abbiamo medicato le piaghe e portato il nostro umile aiuto.

              L’indomani ,ultimo giorno, davvero intenso speravamo non finisse mai.…lasciare tutto cio’ , tutta la realta’ che ci circondava piu’ passava il tempo piu’ risultava difficile. Al termine della giornata abbiamo partecipato alla messa e rientrati all’orfanotrofio era stato organizzato per noi un momento di saluti con tutti i ragazzi che ci hanno intrattenuto con canti e balli. Ma bastavano i loro sorrisi, mai nessuna fatica fu meglio ripagata. Grazie per questa indimenticabile, prima per me, grande esperienza…Grazie a suor Elisabetta , grazie alle preziosissime sorelle e grazie a tutti i ragazzi e bambini che sono stati con noi.

              Perche la verita e’ che loro erano li per noi non noi li per loro…a buon intenditore poche parole.

              30 di volo siamo cosi giunti  all aereoporto di Bacau, dove ad attenderci c’era il caro Mihai, con il quale abbiamo raggiunto suor Elisabetta per un doveroso saluto, che si trovava nella cattedrale cattolica di Bacau in occasione della festa della famiglia.

              In tarda mattinata siamo arrivati a Butea dove siamo stati accolti da tutti, suore e bambini a braccia aperte. Dopo aver pranzato ci siamo recati al poliambulatorio di Scheia per scaricare il materiale medico e riordinare .

              SAMRA

               

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                Zoccolo Duro + infiltrata all’ultimo momento.
                Il gruppo viaggia in Sharan quindi un mezzo solo che ci costringe a realizzare la missione tutti assieme. Come una volta e va benissimo cosi poichè ci divertiamo e lavoriamo meglio e di più.
                La missione quindi comprende : Novi Travnik, Drin di Fojnica e Pazaric.
                A Novi Travnik abbiamo consegnato le protesi realizzate dal gruppo di Marcello Tiberi e Pasquale Lorè. Le protesi calzano bene e sono esteticamente molto piacevoli ed i pazienti sono soddisfatti.  Marcello ci ha facilitato il confezionamento delle plachette fornendo valli in cera più anatomici e rapidi da adattare.
                Il giorno dopo partiamo per Drin a Fojnica e con l’aiuto di Amela troviamo due appartamenti per trascorrere 2 giorni. Al Din abbiamo il nuovo riunito ancora imballato. Hanno preferito aspettare il nostro arrivo per non mettere a  rischio gli interventi. Monteranno la poltrona quando ce ne saremo andati e cercheremo di risolvere il più presto i problemi dei terminali (siringa – micromotore – turbina ) magari sollecitando associati ed amici della associazione. Sarebbe opportuno un raid del Sign. Mischi per metterli a punto.
                Il Direttore ci ha molto ringraziati per il rapporto di continuità instaurato e per l’attenzione e generosità con l’arrivo della nuova poltrona.
                Al Drin abbiamo eseguito estrattiva , conservativa e preso delle nuove impronte per protesi rimovibile. Siamo molto felici di avere deciso di ripristinare anche a livello protesico i pazienti di Drin e Pazaric perchè hanno accettato le protesi e sono ben felici di portarle. Abbiamo fatto visita e attendimento per la prima volta, in una sede staccata di Pazaric con pazienti tetrapletici. La inseriamo tra le sedi da visitare. 
                Gaetano (sez. sportiva , rapporti con la popolazione e dialetto) ha portato un pallone con tanto di beccuccio per gonfiarlo !!!!! e come sempre c’e stata subito festa !!!!!!!!!!!!!! Prossimo passo …… le magliette per il torneo.
                Arrivati alzaric abbiamo eseguito le estrattive sempre con l’aiuto dell’ odontoiatra dell ospedale che è sempre presente quando ci siamo. Tutto scorre più veloce e meglio.
                Un  momento di stress  quando non riuscivamo a trovare le protesi da consegnare che erano rimaste a Novi Travnk !!!!!!!!!!    Grazie alle super donne Maria Pia e Pasqualina che sono andate e tornate a Novi Taravnik in giornata (7 ore) siamo riusciti a inserire le protesi.
                Quindi vogliamo ringraziare il direttivo e tutte le persona coinvolte nella ricerca e spedizione delle poltrone odontoiatriche che ci permetteranno di lavorare di più e meglio.
                Hanno ricevuto le nuove poltrone :
                 
                Istituto Drin di Fojnica
                Istituto Pazaric
                Caritas di Sarajevo (che deve essere attivata, speriamo per la missione invernale)
                Il ritorno è stato movimentato a causa di una virosi devastante che ha interessato 4 su 6 dei partecipanti.
                Un caro saluto e ringraziamento ai partecipanti di questa missione estiva siete proprio da “Zoccolo Duro………….”:
                Dott.ssa   Maria Pia Rizzi
                Sig.na       Pasqualina Scolamacchia
                Sig.           Amodio Gaetano
                Dott.         Aroldo Zoli
                Dott          Umberto Pandini 
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                  Relazione missione del 03/09/2014

                  Istituto di Medicina Doboj – Repubblica Serba

                  Il gg.03 è partita la missione verso Doboj, composta da Claudio responsabile della scuola, Walter, Paolo, Fabio, volontari di Carovana e in veste di visitatori Pasquale e Pippo, sul posto ci attendevano i nostri due interpreti Nevena e Neven.

                  Il motivo della missione era duplice; svolgere la normale opera di didattica e trasporto materiali e macchinari e donazione fondi raccolti agli studenti più colpiti dalla recente alluvione e acquisire informazioni e contatti per l’apertura di una missione operativa odontoiatrica in Repubblica Serba come da loro richiesta.

                  Presso l’Istituto di medicina, sono state consegnate le buste dal preside sig.Nebojsa con le offerte agli studenti che hanno subito le perdite maggiori, compresa una professoressa dello stesso Istituto, inoltre abbiamo contribuito alla raccolta fondi per un intervento chirurgico delicato al cranio del fratello del prof.Nemaja.                                                                      

                   Visto l’alto numero di partecipanti circa 300 ( tra i quali 31 odontoiatri della municipalità di Doboj il nostro povero Walter ha dovuto, coadiuvato dal bravissimo Paolo, occupare le due giornate tra conferenze che hanno fruttato ai Medici intervenuti degli ECM e prove pratiche di laboratorio, mentre il nostro Fabio si occupava di interventi nel laboratorio, sempre necessari.

                  La missione didattica in conclusione si è svolta con grande successo.

                  Un ringraziamento particolare va al collega Gianluca  che ci ha fornito il compressore silenziato, altro ringraziamento all’azienda Candulor che tramite Walter ha fatto pervenire all’Istituto dieci kit di resina e altro materiale.

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                    Solo grazie !!!

                    set 11

                    Solo grazie, due semplici parole
                    che dal mio cuore sgorgano
                    per arrivare fino a voi.

                    Solo grazie per il bene che fate
                    anche se è solo una piccola goccia
                    che mettete nel mare immenso dell’amore.

                    La vostra goccia, dopo goccia
                    riempie pian piano
                    il contenitore dell’amore
                    che avete per coloro che soffrono.

                    Vi dico ancora solo grazie,
                    e se pensate un attimo
                    che laggiù lontano lontano,
                    in un punto qualsiasi del mondo
                    avete col vostro aiuto
                    mandato il vostro sorriso.

                    E da lontano vi giungerà
                    un coro di bambini,
                    e a loro si unirà
                    anche la mia voce,
                    per dire a tutti voi:
                    “GRAZIE

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